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Il Benessere Animale in Italia: dalle Cinque Libertà alle nuove leggi. Progressi o passi indietro?

by | 16 Ott, 2026 | Benessere Animale e Prevenzione | 0 comments

 

Sentiamo spesso parlare di “benessere animale”, ma cosa si intende praticamente per benessere animale?

 

 

Il Rapporto Brambell e le Cinque Libertà

Non sempre il genere umano è stato attento a questo aspetto ma piuttosto ha manifestato una evoluzione della consapevolezza su tale argomento. Un grosso passo in avanti, infatti, risale appena alla seconda metà del secolo scorso quando nel 1964, Ruth Harrison, un’attivista per i diritti degli animali, con la pubblicazione del suo libro “Animal Machines”, portò alla luce i problemi dell’allevamento intensivo. Portava all’attenzione pubblica le condizioni di vita degli animali, trattati esclusivamente come beni di consumo, e i potenziali rischi per la salute umana. L’opinione pubblica fu talmente tanto scossa in Gran Bretagna che il governo incaricò il professor Roger Brambell di indagare sulle pratiche di allevamento intensivo in Europa.

Nel 1965 Brambell contribuì a questa presa di coscienza pubblicando il “Brambell Committee Report” (Le Cinque Libertà: Una lezione di storia sulla cura e il benessere degli animali – 4-H Scienze Animali, 134379) nel quale sottolineava l’importanza di adeguati sistemi di allevamento per il benessere degli animali. Questo rapporto offrì una delle prime definizioni di benessere animale, prendendo in considerazione sia la salute fisica sia quella mentale e includendo le sensazioni, la struttura, le funzioni e il comportamento degli animali.

Da allora, enti e comitati governativi hanno iniziato a considerare non solo gli aspetti produttivi, ma anche il benessere degli animali e il loro comportamento in relazione all’ambiente di vita. Nel 1976, Hughes ha offerto una definizione di benessere animale come uno stato di salute mentale e fisica in armonia con l’ambiente. Importante fu l’introduzione nel 1979 da parte del Farm Animal Welfare Council (FAWC) delle Cinque Libertà (Benessere degli animali (europa.eu)) per gli animali, principi fondamentali per un’etica di buon allevamento che richiedono:

  1. Libertà dalla fame e dalla sete
  2. Libertà dal disagio
  3. Libertà dal dolore, dalle ferite e dalle malattie
  4. Libertà di esprimere comportamenti naturali
  5. Libertà dalla paura e dallo stress

Queste libertà sono tutt’oggi alla base delle politiche di benessere animale a livello internazionale.

 

Il modello dei Cinque Domini

Nell’anno 1994 nasce per opera di David Mellor e Christopher Reid “Il Modello dei Cinque Domini”, ovvero un modello scientifico internazionale che serve per valutare il benessere animale. Questo documento ha visto nel corso degli anni diversi aggiornamenti che hanno apportato un’evoluzione ai precedenti principi delle Cinque Libertà. Queste ultime, infatti, si concentravano sul benessere animale in base all’assenza di situazioni ed esperienze negative, in particolar modo sull’evitare la sofferenza ma non proponevano nessuna visione in merito alle esperienze positive degli animali tale per cui si potesse definire la loro vita “degna di essere vissuta”.

The Five Domains Model introduce nel concetto di benessere anche l’importanza del vissuto e del percepito interiore ed esteriore degli animali. Il documento considera i primi quattro domini di natura fisica e funzionale (nutrizione, ambiente fisico, salute, libertà di espressione del proprio etogramma) i quali, combinandosi, si ripercuotono sul quinto dominio dando vita alla tipologia psicologica ed affettiva (stato mentale) che dichiara la dimensione complessiva del benessere del singolo animale (5 Domains Model.pdf; Modello dei Cinque Domini – Wikipedia).

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Legislazione e Normative Europee sul Benessere Animale

Il documento tocca anche gli aspetti legislativi e normativi, evidenziando come l’Unione Europea offra standard di benessere animale, grazie a direttive e regolamenti che stabiliscono norme minime per la protezione degli animali in allevamento, durante il trasporto e la macellazione. La legislazione dell’UE e le normative nazionali, come il decreto legislativo n. 146/2001 (Gazzetta Ufficiale) in Italia, sono finalizzate a garantire la protezione e il benessere degli animali attraverso ispezioni e relazioni annuali sui controlli effettuati.

Nel corso degli anni, altri studiosi hanno ampliato la definizione di benessere animale, includendo aspetti funzionali, affettivi e del comportamento naturale, indicando la complessità della valutazione del benessere animale in contesti di allevamento.

Negli anni successivi, si sono succeduti ulteriori sviluppi legislativi e normativi sia a livello nazionale che europeo, riconoscendo gli animali come esseri senzienti e mirando a proteggerli da trattamenti inadeguati. Evidenti sono le evoluzioni normative come la Convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti (Convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti | EUR-Lex (europa.eu) ) del 1976 e la Dichiarazione universale dei diritti degli animali) (DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL.doc (mase.gov.it)) del 1978, oltre ai Trattati di Amsterdam (1997) e di Lisbona EUR-Lex – 12007L/TXT – IT – EUR-Lex (europa.eu) (2007).

L’approccio al benessere animale ha subìto un’ulteriore evoluzione, passando da una visione focalizzata esclusivamente sulle esperienze negative a una che considera un equilibrio tra esperienze negative e positive, con l’obiettivo di assicurare agli animali non solo la sopravvivenza ma una vita degna di essere vissuta. Questo cambiamento di prospettiva pone l’accento sul benessere emotivo degli animali, ampliando così, il concetto di cura.

In Italia nel 2022 è arrivata la modifica dell’art. 9 della Costituzione, la quale ha segnato un punto di svolta significativo poiché ha dichiarato espressamente la tutela della biodiversità, dell’ambiente e degli ecosistemi ed ha previsto i modi e le varie forme di tutela degli animali fossero previste dalla legge dello Stato.

 

L’Approccio Italiano al Benessere Animale

L’approccio italiano al benessere animale è ampio e copre diverse aree, dall’assicurare le condizioni di vita dignitose per gli animali domestici e da allevamento, fino alla protezione della fauna selvatica. Ma come si traduce questa visione in leggi concrete?

– La Legge n. 281 del 1991 (LEGGE 14 agosto 1991, n. 281 – Normattiva): questa pietra miliare nella legislazione italiana afferma il dovere dello Stato di proteggere gli animali d’affezione e condanna l’abbandono, il maltrattamento e gli atti di crudeltà verso di loro. Questa Legge ha segnato un passaggio importante nella tutela degli animali d’affezione.

– La Legge n. 189 del 2004 (“Legge Sirchia”) (LEGGE 20 luglio 2004, n. 189 – Normattiva): un passo avanti decisivo, questa legge ha reso più severe le pene per chi maltratta gli animali, stabilendo un precedente importante nella lotta contro la crudeltà animale. La Legge del 6 giugno 2025, n. 82, (Legge 6 giugno 2025, n. 82 Modifiche in materia di reati contro gli animali (G.U.16.06.2025) – Archivio Penale) si aggiunge alla precedente rafforzando la tutela penale degli animali e cambiando la denominazione da “Dei delitti contro il sentimento per gli animali” in “Dei delitti contro gli animali” del Titolo IX-bis del Codice penale.

La legislazione italiana si allinea, inoltre, con rigide normative europee, che stabiliscono standard per l’allevamento, il trasporto e la macellazione degli animali, assicurando che il loro benessere sia prioritario anche nei contesti produttivi.

 

Regolamentazioni sull’Allevamento e Protezione degli Animali

Oltre alle leggi fondamentali già menzionate, esistono numerosi decreti e regolamenti che affrontano specifiche esigenze e contesti, tra cui:

– Regolamenti sull’allevamento: dettagliate disposizioni regolano le pratiche di allevamento in Italia, assicurando che gli animali abbiano spazio adeguato, accesso a cibo e acqua di qualità e siano protetti da malattie. Questi regolamenti sono in linea con le direttive europee, integrate dalle disposizioni nazionali applicabili.

– Protezione degli animali da compagnia: La legislazione italiana vieta categoricamente maltrattamenti e abbandono degli animali da compagnia, promuovendo la responsabilità dei proprietari attraverso l’educazione e la sensibilizzazione. Inoltre, sono state introdotte normative per regolamentare la vendita e l’adozione degli animali, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dei cuccioli importati illegalmente e delle fabbriche di cuccioli.

Un recente ed importante aggiornamento del Regolamento (UE) 2026/1818 in merito al benessere e alla tracciabilità di cani e gatti, introduce indicazioni minime comuni per gli animali allevati e detenuti in strutture fortificando così le condizioni per l’identificazione e la registrazione.

– Salvaguardia della fauna selvatica: Esistono leggi specifiche volte a proteggere gli habitat naturali e a regolamentare il trattamento della fauna selvatica, inclusi i divieti sulla caccia di specie a rischio e le restrizioni sull’intervento umano negli ecosistemi naturali. L’Italia si impegna anche in programmi di conservazione e reintroduzione di specie a rischio di estinzione.

 

Educazione e Sensibilizzazione per il Benessere Animale in Italia

La legislazione da sola non può garantire il benessere degli animali. La società italiana riconosce l’importanza dell’educazione e della sensibilizzazione come strumenti chiave per promuovere il rispetto degli animali. Dalle campagne mediatiche alle iniziative scolastiche, l’Italia lavora per infondere un’etica di cura e rispetto per gli animali in tutte le generazioni.

Organizzazioni non governative e associazioni di volontariato svolgono un ruolo cruciale in questo processo, collaborando con le autorità per monitorare l’applicazione delle leggi e fornire assistenza e rifugio agli animali in difficoltà. Queste organizzazioni sono spesso in prima linea nel promuovere cambiamenti legislativi e nel migliorare la consapevolezza pubblica sulle questioni del benessere animale.

 

Il Futuro del Benessere Animale in Italia

Guardando al futuro, l’Italia prosegue nello sviluppo del proprio percorso in ambito della tutela e del benessere animale, con un impegno verso l’evoluzione legislativa e l’implementazione di pratiche sempre più attente alle esigenze degli animali. Volgiamo lo sguardo, ad esempio, al progetto LINK-Italia (Il LINK Tra Crudeltà Sugli Animali e Violenza Sociale) già menzionato nei precedenti articoli. L’obiettivo è chiaro: garantire che il rispetto per gli animali sia non solo un dovere legale ma anche un valore condiviso, un segno distintivo della società italiana.

Il concetto di benessere animale si estende con il principio della “One Health” (One Health – ISS) sottolinea come la salute umana sia strettamente connessa a quella animale e ambientale, evidenziando l’importanza del rispetto per tutte le forme di vita per garantire un futuro sostenibile per il nostro pianeta.

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Tutela della fauna selvatica: stiamo davvero andando avanti?

Abbiamo ripercorso insieme anni di conquiste legislative, scientifiche e culturali a supporto della tutela e del benessere animale. Al giorno d’oggi, però, sorge spontanea una domanda: stiamo continuando a percorrere la strada giusta oppure rischiamo di perderci finendo di tornare indietro?

Al giorno d’oggi, alla luce del DDL n. 1552 sulla caccia che nel giugno del 2026 è stato approvato dal Senato ed è ora in esame alla Camera dei deputati, diventa quasi d’obbligo fare una riflessione in merito a questo dubbio.

Oltre alle associazioni animaliste ed ambientaliste come l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), la LAV (Lega Anti Vivisezione), la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia), la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), Legambiente ed il WWF (World Wide Fund for Nature) giustamente preoccupate dal DDL caccia n. 1552, anche l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha manifestato notevole preoccupazione dal punto di vista tecnico-scientifico evidenziando numerose criticità (DDL caccia, anche l’Ispra boccia la riforma | Area stampa | WWF Italia).

Nel dicembre del 2025, inoltre, la Commissione europea aveva comunicato attraverso una lettera al Governo italiano alcune contestazioni riguardo diversi aspetti del DDL caccia n. 1552, in particolar modo sulla compatibilità con le direttive europee Uccelli (2009/147/CE) e Habitat (92/43/CEE) (Il Governo nascondeva lettera della CE sulla caccia che boccia il DDL 1552 | Lipu ODV). Altre perplessità erano rivolte all’eventuale estensione dei periodi di caccia e all’indebolimento dell’ISPRA nel suo ruolo scientifico.

Alla luce di tutto questo, risulta ragionevole chiedersi se le modifiche proposte in questo DDL caccia n. 1552 possano compromettere una parte dei progressi che avevamo conquistato fino ad oggi, in particolar modo nell’ambito della tutela animale.

Ma rispettare la legge significa davvero garantire il benessere di un animale? O rappresenta soltanto il punto di partenza per imparare a riconoscerne i bisogni, le emozioni e la soggettività?

La contraddizione che emerge adesso è chiara: da una parte ci impegniamo nell’introdurre a livello legislativo forme nuove di tutela animale, li riconosciamo come esseri senzienti, ne studiamo le capacità cognitive, mentali, comportamentali e dall’altra parte stiamo ragionando su alcune proposte di legge che danneggerebbero proprio quella stessa tutela animale, in particolare verso la fauna selvatica, conquistata a fatica nel corso degli anni.

Il rischio di perdere una parte dei principi riconosciuti fino ad oggi è dietro l’angolo. Per questo motivo il nostro impegno umanitario verso tali principi dovrebbe essere costante se non addirittura superiore rispetto al passato. Solo in questo modo potremmo dire che il progresso vero non si limita solo nell’aggiungere nuove norme e nuovi diritti, ma conserva uno sguardo fisso al valore della vita, della tutela e del benessere degli animali anche – e soprattutto – quando questi sono in contrasto con gli interessi di noi Sapiens.

Questo argomento non tocca solo le diverse sensibilità animaliste, ma riguarda anche serie questioni scientifiche e giuridiche sulle quali tutti siamo chiamati a rispondere. Si tratta dei diritti, della tutela e del benessere animale (oltre che degli ecosistemi) e forse pensiamo che siano delle argomentazioni lontane da noi dimenticando, troppo spesso, che anche noi siamo animali. Referendum Nazionale — NO DDL Caccia | Firma con SPID

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Un Impegno Collettivo verso il Benessere Animale

In conclusione, il percorso dell’Italia verso la tutela del benessere animale è un esempio di quanto sia stato fatto fino ad oggi verso i nostri compagni di Regno, ma ci rammenta quanto in realtà resti ancora moltissimo da fare. Ciò che abbiamo conquistato continuerà ad avere valore solo se continueremo a preservarlo e a prendere decisioni future coerenti con il rispetto della Vita. La tutela della vita e del benessere animale non dovrebbero rimanere un trofeo celebrato in passato come punto di arrivo, ma dovrebbero essere una responsabilità costante impegnata giorno dopo giorno nella difesa di importanti valori.

Le scelte quotidiane che facciamo verso i nostri amici animali sono fondamentali per la tutela del loro benessere. La qualità delle relazioni che instauriamo con loro, inoltre, influenza moltissimo il loro stato sotto ogni aspetto. In ambito cinofilo, ad esempio, divulgare una maggior conoscenza e consapevolezza dei bisogni del cane rappresenta una componente importante per fondare una convivenza basata sul rispetto del cane e di conseguenza sul benessere suo e della famiglia, principi fondamentali che ispirano la visione del Centro Cinofilo Olistico.

È un invito a riflettere sull’importanza di ogni vita e sulla responsabilità che abbiamo nel proteggerla, un messaggio che dovrebbe risuonare ovunque, ispirando un cambiamento positivo in tutto il mondo.

 

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Dott. Francesca Alcinii | Dottore in Tutela e Benessere Animale | Consulente Certificata Fiori di Bach per persone e animali – BFRP e BFRAP | Operatore Esperto in Zoofarmacognosia Applicata e Aromaterapia del cane e del gatto | Operatore esperto in Etologia Relazionale | Educatore Cinofilo FICSS – ASI – ThinkDog | Naturopata Animale

 

 

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